lunedì 29 maggio 2017

"Cosa Succederebbe Se..."

Ieri mattina quasi millecinquecento migranti sono sbarcati al porto di Napoli a bordo della nave Vos Prudence di “ medici senza frontiere”. Esseri umani partiti dalla Libia e approdati in Campania dopo il blocco navale in Sicilia a seguito del G7 di Taormina. Tra loro circa duecento donne e bambini, oltre milleduecento uomini e due deceduti durante il tragitto. Si legge sul Fatto quotidiano che un esponente della Ong ha dichiarato: “E' veramente irresponsabile chiudere un'isola come la Sicilia che non solo è famosa per la sua accoglienza ma che gestisce dei flussi di immigrazione importantissimi. Chiuderla per un G7 vuol dire non aprire gli occhi sulla situazione in atto nel Mediterraneo, è una cosa assurda. Abbiamo fatto fare ventiquattro ore di viaggio in più a queste persone e ci possiamo ritenere fortunati che non ci sia stata alcuna emergenza medica grave perché noi eravamo al limite per poterla gestire. Abbiamo però due persone che non ce l'hanno fatta in questo viaggio...”
Alcune prime considerazioni. Visto che il blocco navale riguardante la Sicilia era noto già da diverse settimane per quale ragione la nave di “medici senza frontiere” non ha pensato di portare i migranti raccolti a poche miglia dalla costa libica in altri paesi quali la Tunisia, Malta, Algeria, Spagna Egitto o la Corsica della Francia? Perché il comando della nave non ha valutato sin dall'inizio della sua missione di portare quelle persone nei porti più vicini di quelle nazioni? Che l'Italia sia sempre programmata quale unica destinazione?
Si ricorda che proprio al G7 di Taormina è stato riaffermato il principio che ogni Stato sovrano ha il diritto di controllare i propri confini e determinare azioni tese a tutelare l'interesse e la sicurezza del proprio territorio.
E questo principio il nostro governo lo ha applicato proprio in occasione del G7 con un decreto legge (n 54 del del 29 aprile 2017) così motivato e idoneo a far scattare il blocco navale in Sicilia: “Considerata la straordinaria necessità ed urgenza di rafforzare ulteriormente i dispositivi di sicurezza indispensabili per lo svolgimento del predetto vertice.”
Quindi, se bloccare il flusso immigratorio è possibile per la sicurezza di sette persone a maggior ragione dovrebbe risultare fattibile per assicurare la sicurezza e il benessere di milioni di Italiani.
Ora, cosa succederebbe se il governo italiano decidesse di prolungare ed estendere il blocco navale con un nuovo decreto basato sulla “necessità ed urgenza di rafforzare i dispositivi di sicurezza indispensabili per la tutela dei cittadini Italiani”?
Cosa farebbero i trafficanti di esseri umani sapendo che l'Italia ha chiuso il canale del loro spregevole commercio? Continuerebbero il loro sporco business scegliendo altre mete di destinazione, oppure si vedrebbero costretti a ridurre drasticamente questo ramo d'affari?
Cosa farebbero le Ong? Continuerebbero la loro opera di salvataggio cambiando le rotte finali?
E ultime due riflessioni. L'Italia può continuare, senza collassare, con questo afflusso massiccio e indiscriminato di immigrati? La struttura economica e sociale dell'Italia è in grado di assicurare una corretta integrazione a un così crescente numero di extracomunitari?

Alfred B. Revenge