mercoledì 24 maggio 2017

"Il Massacro del Popolo Greco."

La scorsa settimana il parlamento greco ha approvato un ulteriore provvedimento di austerità già concordato tra il governo ellenico e la Troika che stringerà ancor di più il cappio al collo della popolazione. Nel contempo, manifestazioni di protesta si sono svolte nelle principali città del Paese. In sostanza, il piano di strozzinaggio imposto dai creditori prevede un nuovo prestito alla Grecia destinato essenzialmente a pagare gli interessi alla sacra trimurti composta dalla Commissione Europea, dalla Banca Centrale e dal Fondo Monetario Internazionale, a condizione, però, di una bella rinnovata spremitura da riservare alla gente. Tra le misure ci sono ancora il taglio delle pensioni e l'aumento della pressione fiscale mediante la riduzione delle soglie di esenzione fiscale. Dal 2010, cioè dall'inizio del calvario, la Grecia ha ottenuto prestiti per oltre duecentocinquanta miliardi di euro in cambio di un vero e proprio massacro della struttura sociale ed economica. Si dirà; ma come, con tutti i soldi ricevuti la Grecia non è riuscita ad uscire dalla crisi sociale ed economica?
E proprio qui sta la drammatica verità. Di tutti quei quattrini il popolo greco ha visto soltanto le briciole, mentre ha sentito profondamente tutte le pesantissime misure di austerità. E allora dove sono andati a finire i soldi che così amorevolmente hanno prestato gli usurai internazionali?
Ho avuto l'onore di ricevere immediata risposta dal maestro di tutti i banchieri; Belzebù, il principe dei demoni. Ecco il suo resoconto:
“Dal momento dell'introduzione dell'Euro i miei efficienti allievi tedeschi hanno finanziato a piene mani la Grecia, e non solo, per facilitare gli acquisti dei prodotti realizzati in Germania. Così facendo, i soldi delle banche tedesche sono entrati nel Paese ellenico dalla porta principale per uscire subito dopo dalla finestra grazie alle esportazioni, consentendo in tal modo alla Germania l'autofinanziamento della propria crescita economica. Del resto questo meccanismo è stato sviluppato talmente bene in Europa e nel mondo che la nazione teutonica ha raggiunto un surplus commerciale di circa duecentosessanta miliardi di euro, pari a oltre il nove per cento sul Pil; il dato più alto sull'intera faccia della Terra.
Dopo la crisi iniziata nel 2008 le banche tedesche insieme a quelle francesi si ritrovarono con crediti verso la Grecia per una montagna di miliardi. Che soluzione adottare per recuperare tutto queste denaro? Che strumenti impiegare per evitare un possibile crack?
Ecco che, dietro mio interessato consiglio, si trovò la soluzione. Scaricare tutti i problemi delle banche sul debito pubblico greco, cioè sulle spalle del popolo; tasse, taglio crudele degli stipendi e pensioni, licenziamenti, privatizzazioni selvagge e riduzione della spesa sanitaria. Ah, che gioia vedere i discendenti di una delle due culle della civiltà umana ridursi a cercare cibo nei rifiuti. Che delizia vedere la sofferenza nei pensionati che assistono impotenti alla riduzione di un ulteriore trenta per cento della loro misere entrate grazie alla diciassettesima sforbiciata in sette anni.
Il programma di riforma è stato e rimane l'assassinio volontario di un intero popolo voluto dai miei strozzini per dare l'esempio agli altri Paesi europei, in particolare l'Italia. La Grecia è stata usata come capro espiatorio per lanciare un'esplicita minaccia a tutti gli altri Stati.
Quindi, la quasi totalità dei duecentocinquanta miliardi arrivati alla Grecia dall'Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale sono stati girati di colpo alle banche creditrici tedesche e francesi come la Deutsche Bank e la BNP Paribas, mentre solo una piccola parte è rimasta per cercare di arginare le conseguenze della crisi e ridurre il debito pubblico. Non a caso, nonostante le ricette devastanti della Troika, il rapporto debito pubblico sul Pil è costantemente aumentato dal centoquindici per cento a quasi il centottanta per cento. Il popolo non ha ancora capito che, nonostante tutte le misure di austerità, il debito rimarrà sempre bello e vitale per consentire continui guadagni ai miei seguaci più spietati, gli usurai. Il piano dei miei fedelissimi è riuscito perfettamente, aumentare il debito sovrano e privato greco per poi usarlo come grimaldello per impadronirsi delle proprietà della nazione. Ah! Ah! Ah! Mi viene da ridere nel pensare che le privatizzazioni, determinanti nella globalizzazione neo liberale, vengono da molti anni imposte ai governi nazionali da organizzazioni sotto la mia protezione come il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, l'OCSE, la Banca Centrale Europea e la stessa Commissione di Bruxelles. Che godimento vedere il sequestro dei beni greci in favore dei miei discepoli; decine di porti, migliaia di immobili pubblici, decine di monumenti, strade nazionali, numerosi aeroporti, strutture militari, industrie della difesa e nel settore dell'energia, spiagge, foreste, impianti idrici, centinaia di migliaia di ettari di terreni, ferrovie e, soprattutto, la stessa vita della gente. Che perverso piacere vedere i rappresentanti presenti nella “Troika” comandare a bacchetta gli ubbidienti funzionari del governo greco e trattarli come semplici marionette.
Ormai la luce della realtà è oscurata dalla fitta nebbia del mio inganno.”
A questa spiegazione del più efficiente distributore di malvagità si possono aggiungere quelle altrettanto significative degli addetti ai lavori in una fusione di movenze che rafforza sempre più il concetto che espressi in un precedente scritto: “La verità non serve agli schiavi”.
In effetti, a cosa è servita la pubblicazione da parte del Wall Street Journal dei verbali segreti della riunione del Fondo Monetario Internazionale del nove maggio 2010 che ha dato l'avvio al primo piano di aiuti alla Grecia? A niente, nonostante si fosse affermato che il sostegno alla Grecia “fu ideato soltanto per salvare i creditori”, cioè le banche tedesche e francesi.
A che è servito rendersi conto che più di quaranta Paesi facenti parte del consiglio del FMI votarono contro il progetto dichiarandolo “ad altissimo rischio” perché basato sulla macellazione del popolo greco, senza peraltro chiedere nulla ai veri artefici della situazione di crisi, cioè i banchieri internazionali? A niente.
A cosa è servito apprendere che il Parlamento Europeo approvò a marzo del 2014 il rapporto della “Commissione Lavoro e Affari Sociali” contenente severe accuse alla Banca Centrale Europea, al Fondo Monetario Internazionale e all'Eurogruppo come quelle di “aver violato leggi e trattati” causando una “catastrofe sociale e politica senza precedenti in Europa”? A niente.
A che è servito sapere che Alejandro Cercas, relatore della Commissione, riferendosi al comportamento della Troika disse : “hanno lavorato come macellai, non come chirurghi”? A niente.
A cosa è servito leggere i rapporti e gli studi del Consiglio d'Europa, del Centro Studi di Politiche del Diritto di Brema e della Caritas circa gli enormi danni causati alla Grecia dalle politiche di austerità? A niente.
A che è servito apprendere dal rapporto pubblicato nel 2014 da ricercatori di Cambridge e Oxford sulla prestigiosa rivista medica “Lancet” dei gravi danni alla salute dei greci causati proprio dalle feroci misure economiche e finanziarie imposte dalle organizzazioni sovranazionali europee? A niente, nonostante fossero stati denunciati il ritorno, dopo decenni, di malattie quali la tubercolosi e la malaria; l'incremento dei casi di Hiv per via della carenza di siringhe sterili da parte del sistema sanitario nazionale; il sensibile aumento dei suicidi; l'accrescimento della quota dei bambini a rischio povertà; l'aumento di oltre il quaranta per cento della mortalità infantile, oltre che i tanti ulteriori disservizi dovuti alla cronica carenza dei fondi destinati agli ospedali.
A cosa è servito conoscere quanto messo nero su bianco dal “comitato per la verità sul debito pubblico greco” istituito dal Parlamento ellenico nel 2015? A niente, nonostante fosse giunto a questa conclusione di inaudita gravità:
“Il Comitato ritiene che la Grecia sia stata e sia ancora vittima di un attacco premeditato e organizzato dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Centrale Europea e dalla Commissione Europea. Questa missione violenta, illegale e immorale mira esclusivamente a spostare il debito privato sul settore pubblico.”
Purtroppo, il popolo greco è stato, ed è, umiliato, tradito e rapinato da banchieri, tecnocrati e politici privi di coscienza e moralità. Un esempio tra tutti? Basti pensare a quanto hanno guadagnato le industrie militari della Germania e della Francia nella vendita a profusione di armi ai vari “ubbidienti” governi greci in un'assurda gara a come si spendeva di più. E indovinate da dove la Grecia prendeva i soldi per l'acquisto degli strumenti di morte? Ma certo, dalle banche tedesche e francesi sempre felici di finanziare uno Stato disponibile a dare come garanzia il sangue dei propri cittadini. Che schifo; industrie delle armi fanno profitti, banche fanno profitti, politici incassano prebende e alla fine il conto lo paga il popolo; un meccanismo perverso che rende i pochi ricchi ancora più ricchi e la massa dei poveri ancora più poveri.
Non a caso diverse personalità del mondo giuridico internazionale hanno parlato di “crimini economici contro l'umanità” compiuti dagli alti dirigenti delle principali istituzioni finanziarie. Eppure tutto continua come prima; la solita classe elitaria non risponde di nulla, neanche per i colpevoli errori che hanno prodotto devastazione e sofferenza per milioni di esseri umani.
Che destino beffardo per un Paese che, come l'Italia, rappresenta la culla della civiltà occidentale.

Alfred B. Revenge