giovedì 18 maggio 2017

"La Verità non Serve agli Schiavi!"

Diversi anni fa un uomo privo della libertà fisica mi chiese:
<Alfredo, cosa ti spaventa di più nella vita?>
Ricordo bene la risposta che diedi dopo alcuni secondi:
<Non ho paura delle pesanti catene che possono imprigionare il corpo, temo gli invisibili fili di seta capaci di legare la mente con i nodi dell'inganno.>
E questi fili di seta hanno talmente stretto la volontà di noi esseri umani da trasformarci in veri schiavi. Sì, perché ormai siamo schiavi dell'informazione manipolata dei mass media, schiavi delle grandi multinazionali e, soprattutto, schiavi della mafia bancaria internazionale. I nostri cervelli accettano la propaganda della menzogna come fonte di provenienza divina mentre chiudono in una cella segreta le verità più evidenti. Già, la maestria della classe elitaria ha trovato la sua massima espressione in questo risultato; farci pensare che sia più comodo credere ad una bugia che confrontarsi con la verità. Che magnifico risultato: la schiavitù auto-imposta.
Il pensiero indipendente è diventato un crimine perché ostacola lo sviluppo della schiavitù mentale.
L'istruzione è programmata per avvelenare la capacità di riflettere autonomamente poiché considerata pericolosa; l'istruzione deve indirizzare il nostro proposito su ciò che i pupari vogliono ispirare secondo una danza farsesca destinata a mantenere noi del popolo come utili idioti privi di autonomo pensiero.
Non potrebbe spiegarsi altrimenti la drammatica indifferenza con cui reagiamo di fronte alle consuete manifestazioni di abuso e oppressione. La classe elitaria e i lacchè politici possono fare qualsiasi cosa, emanare leggi in chiaro contrasto con l'interesse del popolo, corrompere, rubare, aumentare le tasse per pagare gli interessi agli strozzini di turno, mentire, ingannare; eppure, non succede nulla, qualche protesta di breve durata e poi più nulla; si ritorna a sedersi in poltrona per vedere tutti felici la puntata di qualche serie tv. Sembra una reazione paradossale, ma la realtà è che della verità non frega più niente a nessuno. Si possono documentare e denunciare le azioni più vergognose, ma noi del popolo sembriamo lontani, tanto lontani, quasi vivessimo in un altro pianeta. Che strano, tiranni del passato hanno utilizzato mezzi coercitivi molto più sanguinari, eppure non sono riusciti a raggiungere il controllo delle masse; altresì, la novella classe dittatoriale manifesta avidità, prepotenza, ferocia e corruzione senza che mostri una qualche apprensione per possibili ferme reazioni da parte della gente.
Tanto per stare a casa nostra qual è stata la reazione di fronte all'incredibile rivelazione dell'attuale ministro della giustizia Andrea Orlando. La ricordate? Il tre settembre 2016 durante la festa del Fatto Quotidiano candidamente dichiarò:
“Oggi noi stiamo vivendo un enorme conflitto tra democrazia ed economia. Oggi, sostanzialmente, i poteri sovranazionali sono in grado di bypassare completamente le democrazie nazionali. Io faccio soltanto due esempi. I fatti che si determinano a livello sovranazionale, i soggetti che si sono costituiti a livello sovranazionale, spesso non legittimati democraticamente, sono in grado di mettere le democrazie di fronte al fatto compiuto.
Faccio un esempio. La modifica, devo dire abbastanza passata sotto silenzio, della Costituzione per quanto riguarda il tema dell'obbligo di Pareggio di Bilancio non fu il frutto di una discussione nel Paese. Fu il frutto del fatto che a un certo punto la Banca Centrale Europea, più o meno (ora la brutalizzo) disse: <O mettete questa clausola nella vostra Costituzione o, altrimenti, chiudiamo i rubinetti e non ci sono i soldi alla fine del mese>.
Io devo dire che è una delle scelte di cui mi vergogno di più, mi vergogno di più di aver fatto. Io penso sia stato un errore approvare quella modifica non tanto per il merito, che pure è contestabile, ma per il modo in cui si arrivò a quella modifica di carattere costituzionale.”
Ma ci rendiamo conto della portata di quell'affermazione?
Un Ministro della Repubblica Italiana disse che la nostra democrazia è soltanto nei sogni visto che viene lapidata dai soggetti sovranazionali non legittimati dalla volontà popolare. E ancora, lo stesso Ministro spiegò come la Banca Centrale Europea avesse compiuto un atto estorsivo a danno del Parlamento Italiano.
A cosa serve una simile denuncia verbale se poi lo stesso Ministro Orlando non ha fatto alcunché? Quali sono state le reazioni del popolo di fronte a una simile rivelazione? Nessuna! Qualche protesta da parte di singoli cittadini, ma niente di più. E i mass media? Un silenzio assordante.
A che serve dire la verità? A niente se non riesce a produrre dei cambiamenti.
Pensate alla vicenda dell'immigrazione selvaggia dalla Libia. E' noto che il Governo Italiano per il prossimo G7 di Taormina ha ripristinato il controllo alle frontiere per il periodo dal 10 al 30 maggio disponendo un blocco navale per impedire l'entrata in Sicilia degli immigrati. Ma non si era affermata l'impossibilità di un blocco navale? Quanta ipocrisia, il flusso immigratorio non va bene quando può disturbare i potenti della Terra, va alla grande quando crea forti disagi, malcontento e pericoli ai cittadini Italiani. Ma la cosa ancor più ridicola è leggere nero su bianco l'enorme spreco di denaro pubblico legato a questo drammatico fenomeno che mette a rischio la sicurezza nazionale. Sapete quanto costa il blocco navale per impedire il flusso immigratorio? Sulla base della relazione tecnica che accompagna il disegno di legge di conversione del decreto legge 29 aprile 2017 numero 54 (disposizioni urgenti per rafforzare i dispositivi di sicurezza connessi allo svolgimento del vertice dei paesi del G7) le spese una tantum per l'impiego di due assetti navali necessari al blocco è di settecentosessantacinque mila euro. Se queste navi fossero impiegate per tutto l'anno a difesa dei confini l'onere dovrebbe ammontare a circa venti milioni di euro, diciamo anche cinquanta o cento milioni di euro, volendo proprio abbondare alla grande; invece, facciamo entrare tutti, perfino criminali e terroristi, con un onere che per l'anno in corso si prevede sui cinque miliardi di euro. Che incredibile spreco di risorse per consentire l'arricchimento dei mercanti di carne umana e di tutti coloro che ormai fanno parte integrante di questo ignobile business. I cittadini Italiani pagano di più per stare peggio, che crudele ironia.
Eppure tutto cade nell'oblio, nessuna ondata di protesta, nessuna indignazione popolare. Della verità non ci frega nulla.
Ma visto che parliamo del fenomeno dell'immigrazione sforziamoci per un attimo di svegliare le menti, solo per un piccolissimo lasso di tempo; così, tanto per illuderci di avere ancora un pensiero autonomo lieto di conoscere la verità.
Il sistema immigratorio si fonda nel soddisfare le esigenze del capitale moderno garantendo un afflusso di “merce umana” a basso costo, vulnerabile e manovrabile in qualsiasi momento. La classe elitaria globale composta da qualche migliaio di gran ricconi sostiene l'immigrazione per due precise finalità. La prima, quella palese, di fornire una rilevante quantità di lavoro umano a buon mercato. La seconda, quella occulta, di incatenare le economie degli Stati collocati nel sud del mondo. In che modo? Con un perverso meccanismo di flussi finanziari.
Fase uno: La politica neo liberista voluta dalla élite mondiale e dai lacchè politici promuove un nuovo tipo di approvvigionamento globale basato sull'esportazione di intere popolazioni e non di merci. Pertanto, dai Paesi più poveri appositamente fatti indebitare una massa enorme di immigrati invade le nazioni più ricche causando un abbassamento del costo del lavoro.
Fase due: gli immigrati inviano nei loro Paesi di origine i loro guadagni, leciti o illeciti, sotto forma di rimesse.
Fase tre: i Paesi di origine utilizzano i soldi ricevuti dalle rimesse sia per acquistare le merci prodotte dalle stesse multinazionali che hanno favorito l'immigrazione e sia per rimborsare i debiti contratti con le organizzazioni finanziarie quali, per esempio, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale che, diversamente, non sarebbero onorati.
Fase quattro: le rimesse conseguenti al processo migratorio costituiscono l'unico reale strumento per i popoli del sud di ottenere i servizi per la salute e l'istruzione, dopo che il pubblico è uscito di scena per far posto ad aziende private estere con l'unico obiettivo del profitto ad ogni costo.
Insomma, intere economie si basano attualmente sull'esportazione di “merce umana” programmata da quei pochi ricconi che diventano sempre più ricchi.
Pensare che un recente studio della Banca Mondiale (Migration and Remittances, 2016) ha determinato in oltre seicento miliardi di dollari le rimesse dal 2015 degli immigrati verso i loro paesi in via di sviluppo. Pensare che la Banca Mondiale, l'Unione Europea, l'ONU e il Fondo Monetario Internazionale si sono impegnate per promuovere ed allargare ancor di più il processo immigratorio.
E ora credo si possa comprendere la ragione essenziale di tutto questo gran bordello dell'immigrazione; essa è fortemente voluta dalle stesse entità che prima hanno consentito lo sfruttamento delle risorse naturali dei paesi in via di sviluppo, poi li hanno massacrato facendoli indebitare a più non posso e, alla fine, hanno devastato quel poco di assistenza pubblica con rigide privatizzazioni.
L'esportazione della “merce umana” funge da garanzia per gli usurai delle banche internazionali, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Più rimesse in valuta forte arrivano più si eleva il merito creditizio e, quindi, ancora concessioni di nuovi prestiti per consentire sia l'acquisto di nuova merce dalle solite multinazionali e sia per permettere il pagamento dei vecchi finanziamenti in un vortice perenne senza alcuna uscita per il debitore. In questa maniera i flussi migratori sono diventati una fonte di enorme profitto per il capitalismo globale, oltre che per i trafficanti di carne umana.
Ma adesso basta con questo voler pensare, a che serve? Nel mondo chi governa sono coloro che hanno il dominio sul denaro e sull'informazione; noi del popolo siamo semplici marionette con menti ben plasmate da idee subdolamente imposte da esseri di cui forse neanche conosciamo il nome.
Che assurdità pensare di essere uomini liberi, siamo schiavi di un pensiero unico che ci ha portato ad accettare supinamente una società fondata sul debito e sul controllo delle coscienze.
Forse dovremmo ricordare ogni tanto questa frase scritta da Goethe in “le affinità elettive”: “nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo”.

Alfred B. Revenge