venerdì 2 giugno 2017

"La Mossa della Merkel"

Mentre assistiamo ai consueti discorsi da comari dei nostri politici sul sistema elettorale, sulle elezioni anticipate o sull'immigrazione selvaggia ecco che si profila silenziosa la mossa della cancelliera tedesca Angela Merkel per il possibile scacco matto all'Europa .
La Commissione Europea guidata da Jean Claude Juncker, fedelissimo della leader tedesca, ha approvato un documento programmatico che prevede la possibilità per gli Stati di emettere una sorta di eurobond, un sistema unico di garanzia dei depositi bancari e un Ministro del Tesoro dell'area euro.
Si partirebbe tra un paio di anni con le emissioni di bond sovrani, anche se privi di qualsiasi condivisione di rischi (insomma, il rischio rimane in testa alla Nazione emittente), e le norme per il sistema unico di garanzia dei depositi bancari; poi intorno al 2020 si aprirebbe il palcoscenico per il “Tesoro” dell'area euro con al vertice un Ministro delle Finanze; infine, ma proprio alla fine, potrebbe nascere lo strumento di emissione di titoli pubblici europei con la garanzia solidale degli Stati (qui il rischio si spalmerebbe su tutte le Nazioni dell'area euro).
Che strano, questa iniziativa così forte della Commissione Europea nasce subito dopo che la Merkel, scontrandosi con il Presidente americano Trump, chiedeva agli altri governi dell'Unione di “prendere il loro destino nelle proprie mani.”
Ovviamente il destino è sempre e soltanto quello finanziario e delle banche. La solita visione con i paraocchi fatti di mazzette di banconote che vede la costruzione dell'edificio “Europa” partire dal tetto e non dalle fondamenta. Come ho già scritto innumerevoli volte la moneta unica è stata generata, in assenza di un'autentica unione politica, tra una babele di Stati con evidenti differenze nelle lingue, nelle tradizioni, nelle leggi e, soprattutto, negli specifici interessi nazionali; il tutto per venire incontro alle esigenze della finanza internazionale. Dove sono le Istituzioni democratiche europee realmente elette dai cittadini? L'unica è il Parlamento Europeo, ma conta quanto il due di coppe; il resto è solo una gigantesca costruzione realizzata da una classe di tecnocrati chiusa in se stessa e auto referenziata.
Io penso che l'abile cancelliera tedesca abbia lanciato i suoi cani da guardia per completare il processo di dominio sull'intero continente europeo iniziato molti anni fa. Da un lato ha fatto gettare l'esca straordinaria dei titoli a garanzia solidale, dall'altro ha introdotto l'argomento custodito gelosamente nel suo cuore, quello del “Ministro del Tesoro Europeo”. Certo che saremmo contenti di veder messi in un angolo gli avidi usurai che, in presenza di una moneta unica, fanno profitti speculando sui differenti tassi di interesse dei titoli emessi dai vari Stati, ma un tale risultato passerebbe soltanto se accettassimo di completare l'avviata fase di genuflessione.
Parlando fuori dai denti il documento di Junker e compagni sembra partorito a Berlino e non a Bruxelles. In sostanza, la Commissione Europea con il “Ministro del Tesoro Europeo” vuole che i bilanci degli Stati aderenti all'euro siano sempre più gestiti a livello sovranazionale.
Immaginate per un attimo; l'euro, le nuove tavole di Mosè con incisi i parametri sul deficit e debito pubblico, l'ente indipendente da Dio come la Banca Centrale Europea, il pareggio di bilancio, i six pack e two pack ideati per far dire “obbedisco” alle direttive di controllo della Commissione Europea in tema di politiche nazionali di bilancio, la creazione del “Meccanismo di Stabilità Economica”. Bene, già con tutto questo l'Europa a trazione franco-tedesca ha forti poteri sulla gestione dei conti pubblici di una Nazione; con il Tesoro comune raggiungerebbe livelli invasivi senza precedenti poiché parti essenziali della spesa pubblica sarebbero decise passando sopra le teste dei governi di turno lasciando i cittadini in balia di entità mai elette e poste in cima a vette irraggiungibili.
Ecco la mossa della cancelliera Angela Merkel per dare scacco matto agli altri Paesi europei; Tesoro unico a guida di seguaci della dottrina tedesca in cambio della possibilità di far emettere titoli a garanzia solidale, un abbraccio mortale. La Germania, infatti, condividerebbe il rischio solo dopo aver accertato il rispetto delle sue direttive; la prima quella del pareggio di bilancio, la seconda quella che i conti nazionali siano gestiti direttamente dall'autorità sovranazionale da essa stata controllata.
Di fatto raggiungerebbe il reale controllo del vecchio continente senza sparare neanche una cartuccia e, soprattutto, senza privarsi della sua libertà di manovra. Sì a una sola entità monetaria e finanziaria, no a un solo Stato con unica bandiera.
In pratica, dopo aver contribuito pesantemente alla creazione dei gravi squilibri economici e sociali all'interno dell'Unione Europea il governo tedesco per bocca del suo leader dice: “Cari cittadini europei, prendiamo il destino con le nostre mani. La Germania vi starà vicino vicino a condizione che lasciate commissariare la vostra residua sovranità dal nostro Tesoro comune. Per salvare l'euro siamo disposti a tutto, anche a sacrificare per generazioni la vostra felicità.”
Pensandoci bene, forse non sarebbe una cattiva idea; in particolare per noi Italiani. Potremmo fare a meno del Parlamento e di migliaia di politici; i lavoratori, gli imprenditori, i pensionati e tutte le altre categorie sociali starebbero più tranquille sotto l'ala protettrice del nuovo impero tedesco. In fin dei conti cosa ci costerebbe? Nulla, tranne la libertà di decidere per il nostro futuro.
A quel punto il due giugno, giornata celebrativa per la festa della Repubblica Italiana, sarebbe una normale giornata lavorativa pagata sulla base delle direttive di Berlino.


Alfred B. Revenge