sabato 21 novembre 2015

"L'Isis è un Cancro del Corpo Islamico"

Poco fa ho letto questa notizia su di una pagina dell' agenzia ANSA in relazione alla manifestazione contro il terrorismo organizzata da comunità islamiche:
"L'Isis è un cancro del corpo islamico. Quello che hanno fatto è un attacco contro la comunità intera".
Sulla stessa pagina si legge che questo scritto era riportato su uno dei cartelli portati alla manifestazione.
Finalmente parole nette verso il terrorismo e, soprattutto, di una chiarezza inequivocabile circa il fatto che queste azioni malvagie nascono all'interno del "corpo islamico".
Sono lieto che delle comunità musulmane in Italia abbiano fatto questo grande passo in avanti. Non più frasi retoriche e di negazione; "L'Isis è un cancro del corpo islamico" e come tale va curato dentro quella cultura con l'aiuto di tutti.
Spero soltanto che un tale cartello non sia stato realizzato per scopi dissimulatori e propagandistici da soggetti esterni e potenzialmente interessati ad una falsa ammissione di responsabilità.
Ciò che conta è che i credenti della religione islamica riescano ad accettare il primo principio fondamentale; rispettare ed assorbire la laicità dello Stato senza se e senza ma, senza distinguo o commistioni con quanto indicato da precetti stabiliti dai loro libri sacri oltre mille cinquecento anni fa. Ognuno può credere in ciò che vuole basta che ciò non vada in contrasto con i più elementari principi dei diritti dell'uomo e della donna. Esempio: se una donna musulmana desiderasse sposare un cristiano lo può liberamente fare senza che questo atto comporti una condanna a morte. Bisognerebbe che si contestualizzassero frasi scritte in epoche storiche completamente diverse, interpretarle ed anche superarle se contrarie alle più semplici forme di rispetto per la vita umana.
Quanto vorrei non sentire o leggere più frasi di questi tipo:
- “Non c’è Islam senza jihad.” (Anas Zahed, giornalista del quotidiano governativo saudita Al-Madina, 2010).
- “Nelle società arabe, le donne sono trattate come delle minorenni o delle incompetenti. L’uomo ha il diritto di picchiare la moglie per disciplinarla. Ha il diritto di prenderla a calci, di bruciarla e a volte anche di ucciderla o di degradare il suo corpo, come misura disciplinare. È come un pezzo di mobilio della casa.” (intervista alla dottoressa egiziana  Radhwa Farghali su Al-Jazeera TV, 2010)
- "La democrazia è soltanto il treno sul quale saliamo fino a quando saremo arrivati all’obiettivo. Le moschee sono le nostre caserme, i minareti le nostre baionette, le cupole i nostri elmetti, i fedeli i nostri soldati !" (L'ex sindaco di Istanbul Recep Tayyp Erdogan, attuale primo ministro della Turchia).
- "La nostra natura umana può dirci che la lapidazione è inaccettabile, ma questa è una punizione decretata da Allah. Se Allah decreta la morte - questo è ciò che deve essere fatto. "(Yousuf Al-Ahmad, professore universitario di giurisprudenza in Arabia Saudita, 2009).
- "Ascoltate bene, siamo qui per restarci ! Siete voi gli stranieri qui. Con Allah dalla mia parte, non temo niente. Lasciatevi dare un consiglio: convertitevi all'islam e trovate la pace". (consigliere comunale di Rotterdam Bouchra Ismaili, 2009)




pagina Ansa:
http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/11/20/parigi-domani-musulmani-in-piazza-a-roma-not-in-my-name_f491c2ee-576d-4c2e-8d76-747e5f72dfb8.html