mercoledì 9 marzo 2016

"Gesù e i Banchieri"

Grandi personalità del passato hanno riservato parole dure e di completa avversione verso l'avidità di denaro e potere dei banchieri. Ci sarebbe solo l'imbarazzo della scelta, eppure uno sopra di tutti emerge prepotente, il numero uno; colui che dedicò la sua esistenza all'insegnamento dell'amore, della tolleranza, della generosità; colui che difese i deboli e gli emarginati; colui che fu l'alfiere dei diritti delle donne; colui che lottò contro ogni gerarchia, inclusa quella religiosa; colui che sacrificò la sua stessa vita per il bene dell'umanità. Cari Amici, avrete già intuito che sto parlando di Gesù Cristo, una personalità unica che ha lasciato sulla Terra l'impronta perenne del suo cammino.
Bene, fu proprio con i “cambiavalute”, l'antica definizione degli attuali banchieri, che sorse uno smisurato sdegno nella mente e nel cuore dell'eccelsa guida; fu l'unica volta in cui l'ira prese il sopravvento. I banchieri riuscirono a far perdere la pazienza persino a Gesù Cristo!
Tutti i vangeli classici descrivono con unicità di significato la scacciata dei mercanti dal tempio e la profonda indignazione del Maestro.
“Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: <La mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri.> (Vangelo secondo Matteo)
Il significato è molto preciso; Gesù lancia il guanto di sfida a coloro che si sono installati a casa sua (il tempio), come in un covo di briganti, per fare affari ed ottenere profitti sfruttando la povera gente. Il suo gesto rappresenta la rivincita del popolo contro i potenti di turno; non a caso, cacciando i mercanti dal tempio il Maestro fa entrare gli storpi, i ciechi, i più deboli, cioè proprio gli esclusi dal santuario dove gerarchie ecclesiastiche e cambiavalute esercitano senza scrupoli il loro spregevole dominio.
Gesù promosse un segnale di libertà dalla tirannide di famelici sfruttatori, questi ultimi risposero con l'arma a loro più congeniale: l'inganno.
Sono trascorsi circa duemila anni nondimeno l'oppressione del popolo da parte di una ristretta élite di individui continua con ancora maggiore forza. I grandi santuari della finanza dove si decidono le sorti di tutti noi sono sempre più impenetrabili e solo in pochi hanno diritto ad accedervi; la gente rimane fuori collegata ad esse soltanto da tubi per il trasporto di un flusso continuo di sangue.
Purtroppo, non c'è più Gesù Cristo che possa guidarci a cacciare i moderni banchieri-tecnocrati dai Santuari ma rimane indelebile il suo insegnamento. Quindi, chissà!
Alfred B. Revenge
 
(Antonio Zanchi, Gesù scaccia i mercanti dal tempio-particolare-)