venerdì 25 marzo 2016

BCE: "Istituzione Pubblica". Ma Mi Faccia Il Piacere!

La maggioranza degli osservatori afferma che la Banca Centrale Europea sia una “istituzione pubblica” che opera per il bene della stabilità dei prezzi.
Bene, premesso che quanto detto corrisponde esattamente a quanto riportato nello stesso sito ufficiale della BCE vengo al punto essenziale della questione.
1) La BCE è una istituzione pubblica perché controllata a sua volta da entità pubbliche (Stati, società a partecipazione statali, ecc.)?
2) La BCE è una istituzione pubblica perché fa gli interessi del pubblico, cioè dei vari popoli europei?
3) La BCE, essendo una istituzione pubblica, ha il massimo della trasparenza?
Allora, andiamo un po' in ordine.
Gli unici soci della BCE sono e posso essere soltanto le banche centrali delle singole nazioni, per l'Italia la Banca d'Italia (articolo 28 dello statuto BCE.)
Quindi la BCE è una istituzione pubblica perché tutte le banche centrali nazionali socie sono a loro volta entità pubbliche nel senso che sono appunto controllate dai singoli stati o da società a partecipazione pubblica?
Prendiamo l'esempio di casa nostra: Banca d'Italia
Bene, l'articolo 1 del suo statuto afferma chiaramente: “la Banca d'Italia è istituto di diritto pubblico”. Inoltre c'è anche l'articolo 3 dello statuto che cita: “Le quote di partecipazione possono appartenere esclusivamente ai soggetti indicati dalla legge”. Beh, mi sembrerebbe anche giusto visto che chi fa le leggi è la massima espressione della volontà del pubblico, cioè il Parlamento.
Quindi, chi detiene le quote del capitale della banca centrale sarà lo Stato italiano o società controllate da esso?
Andiamo a vedere chi sono i soci della Banca d'Italia (fonte: sito ufficiale della banca d'Italia) al 1 gennaio 2016 sul totale delle 300.000 quote rappresentanti il capitale
Intesa San Paolo SpA: 76.787
Unicredit SpA: 56.049
Cassa di Risparmio in Bologna SpA (gruppo Intesa San Paolo): 18.602
Generali Italia SpA: 16.425
Banca Carige SpA: 16.425
INPS: 9.000
Mi fermo qui visto che siamo già ben oltre il 51% delle quote possedute.
Oh, perbacco! Ma i soci principali sono società per azioni. Va be', cosa c'entra; penso sempre a male, i maggiori azionisti della Intesa San Paolo, Unicredit e così via saranno entità pubbliche operanti nell'interesse del popolo italiano. Giusto?
E per sfatare ogni insano dubbio vediamo chi sono i maggiori azionisti delle prime due società che controllano la Banca d'Italia, quindi di uno dei soci più importanti della BCE.
Intesa San Paolo (fonte: sito ufficiale della banca Intesa. Dati a marzo 2016):
Mercato: 77,625%
Compagnia San Paolo: 9,341%
Black Rock Inc: 4,893%
Unicredit (fonte: sito ufficiale della banca Unicredit. Dati a marzo 2016):
Mercato: 74% circa
Aabar Luxembourg S.A.R.L.: 5,039%
Black Rock Inc: 5,036%
Fondazione Cassa di Risparmio Verona: 3,460%
Sempre sul sito ufficiale di Unicredit si legge che solo il 4% degli investitori istituzionali è italiano.
Oh, perbacco! I maggiori azionisti della Banca d'Italia sono il Mercato, cioè principalmente le maggiori corporazioni estere come banche, fondi comuni, ecc., ed ulteriori sigle che nulla hanno a che vedere con il concetto di entità pubbliche italiane. Mi verrebbe spontaneo domandare; ma chi si cela dietro queste società estere? Beh, con una semplice ricerca (sempre utilizzando fonti ufficiali visibili anche sulla rete) è emerso che tutte queste belle siglette rientrano tra le 147 compagnie che controllano ogni cosa nel mondo.
Allora, nello statuto di Banca d'Italia viene specificato che essa è una istituzione pubblica italiana, ma i suoi principali soci nulla hanno a che vedere con il nostro amato paese.
A dir la verità mi sento proprio preso in giro; e voi cari amici?
Beh, andiamo avanti; forse si dirà che sono fuori strada poiché i soci della banca d'Italia non contano nulla e che le decisioni le prende il Governatore nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio Superiore (articolo 18 dello Statuto); parere di decisiva importanza visto che lo stesso articolo 18 dello statuto cita che questo parere è dato ai fini della decisione del Consiglio dei Ministri.
In pratica, il nome viene...suggerito dal Consiglio Superiore che rappresenta un organo fondamentale della Banca d'Italia. Ma cos'è questo Consiglio superiore? Esso è composto dal Governatore e da tredici consiglieri nominati dall'assemblea (articolo 15 dello statuto). Assemblea? Ma quale assemblea? Beh, quella dei soci che non conterebbero un tubo.
Pertanto, in definitiva, anche la scelta del governatore è frutto della decisione di consiglieri nominati dalle banche. D'altronde, a parte i numeri, statuti, ecc basta usare un po' di buon senso. Ma il nostro Presidente della Repubblica avrà mai la possibilità di nominare governatore un soggetto diverso da quello che le lobby bancarie hanno già scelto?
Quindi, la conclusione logica è che la banca d'Italia non è una istituzione pubblica perché di fatto i suoi controllori sono società per azioni dominate concretamente da soggetti privati i cui interessi non coincidono con quelli pubblici dell'intero popolo italiano.
Deduzione finale estensibile alla Banca Centrale Europea che, peraltro, rappresenta uno stato indipendente da qualsiasi nazione europea, altro che istituzione pubblica. La definirei piuttosto una struttura fondata dagli Stati Europei con fondi dei popoli nell'esclusivo interesse dell'amata categoria dei banchieri privati.
La BCE è uno stato autonomo, esente da qualsiasi ingerenza governativa e con i suoi pochi cittadini liberi di fare quello che vogliono perché godono di una totale immunità.
Non ci credete? Sarebbe già sufficiente osservare l'operato ed il comportamento tenuto da quando è stata fondata, ma per maggiore chiarimento invito a leggere questi articoli dello statuto BCE.
Articolo 7: Indipendenza. I membri della BCE non dipendono da nessuno, proprio da nessuno.
Articolo 15: Obbligo di rendiconto: Quale beffa! Sono obbligati a presentare una relazione annuale sull'attività svolta anche all'unica istituzione eletta dai cittadini, cioè il Parlamento Europeo, ma non esiste obbligo di approvazione. In pratica, possono scrivere: “caro popolo europeo, vai a...” (autocensura) e nessuno ha il potere di modifica o censura. Ma che diavolo di rendiconto è? Beh, questo d'altronde si lega perfettamente al concetto di indipendenza dell'articolo 7.
Articolo 40: Privilegi ed Immunità: Qui siamo di fronte all'orgasmo più intenso per i banchieri centrali. C'è un elenco infinito di queste prebende. Di fatto siamo di fronte ad un novello regime feudale dove il Signore (la BCE e i suoi membri) può fare di tutto alla sua gente con la certezza di impunità.
Cari amici, Lo so che questo mio articolo è lungo e, forse, la seccatura di leggerlo è già maturata in tutti voi; ma voglio rischiare nel tediarvi ancora facendo un elenco che, spero, farà salire in voi un profondo sdegno.
Totale immunità giurisdizionale: nessuna corte nazionale può emettere sentenze contro la BCE, visto che quella competente è la corte di giustizia europea. Le azioni contro la BCE devono essere archiviate. Altresì la BCE ha già fatto diverse volte azioni contro Stati rivolgendosi alla corte di giustizia europea.
Gli immobili della BCE sono inviolabili
La polizia non può accedere nelle sedi della BCE, salvo non ci sia l'ok della stessa BCE (Sic!).
La polizia non può limitare l'accesso nelle sedi BCE, ma deve in ogni caso proteggerle
I mezzi di trasporto della BCE sono inviolabili, quindi anche le auto.
Gli archivi e i mezzi di comunicazione della BCE sono inviolabili. Nessuna autorità può effettuare intercettazioni.
Lo staff della BCE è considerato come pubblico ufficiale.
Lo staff della BCE gode di totale immunità dalle azioni legali quando agiscono in “forma ufficiale”. Di fatto è un'esenzione ancora più ampia di quella degli stessi ambasciatori, infatti questi ultimi rispondono almeno nel proprio paese di origine. Per lo staff di BCE immunità totale.
Ah, dimenticavo; il concetto di staff è molto largo nel senso che è la stessa BCE a decidere che rientra nel concetto di staff (Sic!).
Esenzione dalle leggi fiscali nazionali. Le somme provenienti dalla BCE al proprio staff è esente da qualsiasi imposizione fiscale dei paesi nazionali; si applica un non meglio precisato “sistema interno all'unione europea. E che vuole dire?
Nessuna restrizione nell'ambito dell'immigrazione per l'intero staff e relativi familiari.
I membri del comitato esecutivo della BCE e relativi familiari hanno la stessa tipologia di esenzione degli ambasciatori; non possono essere sottoposti ad azioni legali, le loro abitazioni e la corrispondenza inviolabile; sono esenti persino dal pagamento delle imposte indirette (acquistano senza pagare l'IVA).
Ancora, le riunioni del consiglio direttivo sono segrete, salvo non sia consiglio stesso a decidere di renderle pubbliche (Sic!) - articolo 10 dello statuto BCE -. Che singolare trasparenza!
Però, che bellezza vivere e lavorare nel paese indipendente della Banca Centrale Europea.
E neanche uno di questi signori è mai stato eletto dal popolo per esercitare il potere principale nell'economia: Emettere e gestire la moneta.
Io penso che la BCE sia la più potente tra le nazioni europee avendo la possibilità di utilizzare la forza del dio denaro in persona.
Ah, ora capisco, perché viene definita “istituzione pubblica”; perché cura amorevolmente con religiosa sacralità gli interessi sociali ed economici dei suoi adorati cittadini con attività ben specificata nel passaporto: banchiere!
E prendendo in prestito la famosa frase del mitico Totò concludo:
Banca Centrale Europea una istituzione pubblica? Ma mi faccia il piacere!