mercoledì 5 luglio 2017

"L'Europa Disunita"

Di fronte alla richiesta di aiuto dell'Italia all'Unione Europea per l'incontenibile flusso migratorio proveniente dalla Libia ci sono state precise risposte. L'Austria schiera l'esercito e mezzi corazzati al Brennero, la Francia e la Spagna chiudono i loro porti, l'Ungheria con la Polonia e la Repubblica Ceca hanno dichiarato che non prenderanno altri migranti, la Germania rimane in maliziosa attesa facendo andare avanti gli altri. Io penso che l'Italia è e rimarrà sola di fronte a questo fenomeno epocale che sta sconvolgendo i già precari equilibri sociali ed economici del Paese; al massimo le sarà concessa un'elemosina e una pacca sulla spalla.
Ma che razza di Europa abbiamo di fronte? Risposta molto semplice, quella fondata sul profitto delle multinazionali, delle conglomerate bancarie e sulla protezione dei singoli interessi nazionali. Lo dico da anni; esiste una sola Europa, quella a trazione franco-tedesca basata sull'egoistica difesa del proprio tornaconto. La solidarietà è solo una grande mistificazione così come la favola degli interventi militari a scopi umanitari. Ma quando mai! Per limitarci al solo vecchio Continente, Francia, Germania e Gran Bretagna hanno sempre fatto i loro porci comodi senza guardare in faccia a nessuno. Ci siamo già dimenticati che la causa principale di tutto il caos immigrazione è da imputare per larga parte proprio ai nostri cugini francesi? Abbiamo già rimosso le vicende storiche che hanno condotto l'Italia ad essere la porta d'ingresso di questo esodo di massa? Ora la Francia ci dispensa tante parole di elogio per la nostra generosa accoglienza, eppure chiude i porti dimenticando che solo sei anni fa scatenò la guerra in Libia e ai nostri interessi nazionali in quel Paese. L'ipocrisia dei governi francesi è scandalosa. Da un lato sono gli artefici di quanto sta accadendo in Africa, dall'altro ci sbattono la porta in faccia.
La Francia provocò nel 2011 la guerra in Libia per soffocare la nostra ENI e potenziare il suo colosso Total. Insomma, l'allora presidente Sarkozy liberò i cavalieri dell'apocalisse per estromettere l'Italia dal controllo del petrolio e del gas libico e proteggere il dominio coloniale in Africa. A volte mi sembra che la memoria storica in tutti noi giochi brutti scherzi. Eppure dovremmo avere sempre a mente che la decisione di destabilizzare la Libia nel 2011 fu presa essenzialmente da Sarkozy e Hillary Clinton, due persone che all'epoca rivestivano la carica di presidente della repubblica francese e segretario di stato degli USA. Vi ricordate una delle prove più clamorose? Ma sì, quella del messaggio di posta elettronica del due aprile 2011 inviata alla Clinton dal funzionario statunitense e suo stretto collaboratore, Sidney Blumenthal. Si trattava della email “Unclassified U.S. Department of State case No F-2014-20439 Doc. n. C05779612 Date: 12/31/2015”. Il contenuto di quel messaggio dovremmo averlo sempre ben fermo nella nostra memoria di Italiani, visto che indicava senza equivoci che il presidente francese aveva come obiettivi:
-Il desiderio di ottenere una quota maggiore di petrolio libico.
-Aumentare l'influenza francese in Nord Africa.
-Migliorare la sua situazione politica in Francia.
-Fornire ai militari francesi l'opportunità di riaffermare la loro posizione nel mondo.
-Dare una risposta alla preoccupazione dei suoi consiglieri sul progetto a lungo termine di Gheddafi di soppiantare la Francia come potenza dominante dell'Africa francofona.
Tutta la sofferenza e il disagio degli Italiani per il fenomeno immigratorio nasce dal consueto desiderio di grandeur della Francia, dalla sua mai sopita volontà di rappresentare una potenza coloniale.
E adesso? Un nuovo presidente transalpino sorride e se ne frega dei guai italiani generati proprio dall'azione politica e militare del suo Stato.
Ma di quale Unione Europea stiamo parlando? E' solo il classico gioco di sopraffazione del più forte verso il più debole.
In tutto questo certamente non bisogna dimenticare le responsabilità oggettive dei nostri vari governi; superficialità, schiena piegata e mancanza di controlli verso le azioni delle ONG, sottovalutazione del fenomeno, sostegno finanziario senza adeguati controlli alla rete privata di accoglienza, aver contribuito per pavidità ad affossare sei anni fa quel governo libico con cui avevamo stipulato solo pochi mesi prima un trattato di amicizia, e si potrebbe continuare con l'elenco. D'altronde, quest'accoglienza è mascherata da operazione umanitaria solo per celare gli aspetti più squallidi di un business con oggetto la carne umana.
Per non parlare dell'incredibile affermazione fatta ieri dal presidente dell'INPS nella sua relazione annuale al Parlamento circa il danno finanziario che l'Italia subirebbe se bloccasse in qualche modo questo afflusso: “Chiudere frontiere agli immigrati? Costa 38 miliardi e distrugge nostri sistema di protezione sociale” (fonte: Il Fatto Quotidiano”).
Questo risultato scaturirebbe da una simulazione dei conti sino al 2040. Orbene, al di là dell'attendibilità di una simile proiezione effettuata nell'arco di ventitré anni ricordo che ora il costo dell'accoglienza è di quasi cinque miliardi di euro l'anno e che tenderà ad aumentare, che esiste una profonda differenza volutamente non rilevata tra immigrati regolari con un lavoro e clandestini. E' del tutto evidente che bloccare l'immigrazione clandestina non significa bloccare l'immigrazione stessa; sempre di più si cerca di giocare sulle parole pensando che gli Italiani siano degli stupidi. E poi, francamente, trovo veramente ridicolo compiere questo quadruplo salto mortale inserendo come costante della simulazione ventennale dei conti INPS l'invasione incontrollata degli extracomunitari con il loro presunto enorme contributo allo sviluppo economico della nazione.
Oh, perbacco; tutti i migranti economici hanno già un contratto di lavoro in tasca in Italia? Allora la disoccupazione giovanile italiana vicina al quaranta per cento è tutta una balla dell'Istat? La cruda verità è ben altra; gli esseri umani provenienti dall'Africa andranno purtroppo ad allargare la fascia di chi avrà necessità di protezione sociale rendendo ancor più critica la situazione generale del Paese con aumento di lavoro nero, evasione fiscale, disoccupazione, disagio sociale.
Infine, per tornare al discorso dell'Europa Unita (Sic!) io penso che quanto stia accadendo rappresenti la dimostrazione plastica di come l'unico collante di questa pseudo unione sia il dio denaro gestito e manipolato dai suoi sacerdoti, i banchieri. Basta con l'illusione che questa Unione Europea possa costruire le condizioni per donare serenità ai suoi vari popoli, può solo garantire sicurezza e benessere a pochi privilegiati distribuendo a tutti gli altri il virus dell'infelicità.


Alfred B. Revenge