martedì 23 febbraio 2016

"Lettera Aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri"

Caro Presidente,
sono un comune cittadino italiano e le scrivo per rivolgerle una precisa domanda. Lei ha l'onore di servire il nostro grande Paese e, sicuramente, la sua agenda è ricca di impegni; pertanto, non la seccherò con le solite richieste che le pervengono da infinite fonti. Andrò diretto al cuore del problema, alla radice della crescente infelicità del popolo italiano.
Signor Presidente, lei ben sa che chi controlla nel mondo il denaro ed il suo afflusso nei sistemi economici dei vari Stati è un sistema organizzato di Banche Centrali; in Europa la Banca Centrale Europea, negli Stati Uniti la Federal Reserve e così via per tante altre nazioni.
Lei ben sa che chi coordina queste entità sovra-nazionali è la Banca dei Regolamenti Internazionali con sede a Basilea, nello splendido paesaggio del paese elvetico.
Lei ben sa che tutte queste entità gestite da banchieri-tecnocrati mai eletti o scelti dal popolo godono di uno status speciale che concede un'autonomia assoluta, totale immunità, completa indipendenza nelle scelte di politica monetaria e persino la segretezza assoluta. Insomma, rappresentano una sorta di Stato con l'esercito più potente al mondo, quello del denaro.
Signor Presidente, senza alcun dubbio Lei è a conoscenza che il compito dichiarato da queste autonome entità è mantenere la stabilità monetaria e finanziaria. Nel caso dell'Italia questo raffigura ormai da anni una sorta di assioma. E per mantenere questo obiettivo di “Stabilità” il nostro Paese ha percorso una lunga strada iniziata nel 1981 con il famoso divorzio tra Tesoro e Banca d'Italia ed ampliata dopo l'introduzione dell'Euro e la conseguente perdita della sovranità monetaria. E per sostenere questa “Stabilità” da anni lo Stato Italiano deve rivolgersi alle banche private per ottenere i finanziamenti necessari ad andare avanti.
Sono certo che Lei ben sa che la motivazione fornita dalle Banche Centrali è sempre stata: uno Stato Sovrano che può emettere liberamente moneta porta inevitabilmente a far lievitare la richiesta di denaro e dei prezzi generando inflazione. Una situazione considerata tragica per il popolo. Altresì, indebitarsi con le banche private – sempre per gli Istituti Centrali - è considerato un bene visto che queste ultime utilizzano denaro già esistente e, quindi, senza rischio di produrre il male assoluto, cioè l'inflazione.
Bene, dopo queste brevi e semplici considerazioni è giunto il momento di farle la domanda.
Caro Presidente, allora mi vuole spiegare per quale incredibile ragione le banche private possono creare nuova moneta dal nulla quando concedono un prestito?
Sono certo che con i suoi valenti consiglieri economici riuscirà a spiegare l'arcano. Al limite potrà sempre chiedere direttamente alla Banca Centrale Europea del perché l'Italia non può più creare denaro ma le banche private sì. Forse la ragione è che si priverebbe agli amati banchieri la possibilità di incassare enormi quantità di interessi con cui accumulare in eterno la loro personale ricchezza?
Comunque, caro Presidente, quale membro del popolo di cui lei è al servizio la ringrazio per l'attenzione e rimango in religiosa attesa della risposta alla domanda. Ah, dimenticavo! Le statistiche ufficiali dicono che la mia residua speranza di vita è di circa vent'anni. Se non ce la facesse a dare una risposta nell'arco di questo periodo non si preoccupi. Sono certo che avremo modo di parlarne personalmente lì dove al “dio denaro” è vietato l'ingresso.
Alfred B. Revenge (perdonerà il vezzo di firmare con il mio pseudonimo letterario)