lunedì 10 aprile 2017

"Il Virus del Terrorismo Islamico ed il suo Catalizzatore"

Il terrorismo di matrice islamica semina da molti anni in tutto il mondo paura, devastazione e morte. Al grido di “Allah Akbar” esseri senza onore uccidono persone indifese in nome di un Dio che avrebbe riservato il suo verbo nell'arco di ventitré anni ad un novello profeta attraverso l'Arcangelo Gabriele. Il fortunato di queste rivelazioni rateali ha creato una religione che ormai è destinata a diventare nell'arco di qualche decennio la più diffusa in terra. Che strano, millecinquecento anni fa un commerciante di nome Maometto riuscì a fondare un credo basato su di una bizzarra fusione tra amore, conquista, violenza e morte; concetti immortalati nella fonte primaria della legge islamica, il Corano. Questo libro rappresenta per i musulmani la parola di Allah nel senso letterale del termine; esso è eterno, immutabile, valido in ogni tempo ed in qualsiasi luogo; non può essere oggetto di interpretazione perché la parola di Dio non può essere modificata o interpretata dall'uomo. Insomma, il Corano ha la sua origine direttamente dalla mano di Dio e fissa la raccolta delle regole divine nel codice della Sharia. La conclusione è che se una persona si professa di religione islamica non può che seguire alla lettera gli insegnamenti di Allah indicati nel Corano e nella Sunna, vale a dire il pensiero autentico del profeta Maometto sulle condotte da tenere per un credente.
Ecco che per un vero islamico esistono determinate categorie di colpe condannate da Allah e da punire con estrema severità quali, ad esempio, l'adulterio, il furto, la ribellione, il consumo di alcol, l'omosessualità e l'apostasia. Una donna sposata che ha commesso adulterio va lapidata; un uomo sposato che ha fatto sesso con un altro uomo deve essere arso vivo o gettato da una rupe. Chi si fa dei bicchierini di alcool si becca soltanto, si fa per dire, tra le quaranta ed ottanta frustate. Per l'apostata, cioè colui che abbandona l'Islam per convertirsi ad altra religione, non c'è via di scampo, la condanna a morte risulta garantita.
Ecco che per un vero islamico esiste l'obbligo di proteggere la sua religione ed assicurarsi che sia concretamente osservata, a qualsiasi costo.
Ecco che per un vero islamico esiste l'impegno di diffondere la religione in tutto il mondo con ogni sforzo economico, culturale, politico e militare.
Ecco che un vero islamico ritiene naturale la condizione di inferiorità della donna rispetto all'uomo.
Bisogna rendersi conto che l'islam nasce e si sviluppa sulla base di un programma di conquista militare elaborato da Maometto e ben indicato nel Corano e nella Sunna.
La storia insegna che Maometto fu un capo che si macchiò di gravissime azioni di violenza ed io ritengo che la sua abilità tattica e strategica rimane, dopo tanti secoli, un'autentica pietra miliare. Infatti, per garantire il suo successo politico elaborò l'ingegnoso stratagemma di visioni celesti idonee ad assicurarsi proseliti e carne utile per i suoi piani di conquista. Questa è la ragione per cui penso che il contenuto del Corano non sia altro che il frutto della volontà di un uomo, di una grande personalità che ha utilizzato insegnamenti contenuti nel Vecchio Testamento per plasmarli secondo i mutevoli interessi personali. Dio non c'entra proprio nulla. Comunque, visti i risultati non posso che esprimere ammirazione, ma anche profondo sconcerto per una persona che mille e cinquecento anni fa è riuscita a gettare le basi per una dottrina religiosa aggressiva e discriminatoria che ad oggi conta più di un miliardo e mezzo di credenti e che si prevede diventerà in pochi decenni il credo più celebrato sul nostro pianeta.
Quasi tutti i conflitti armati da tempo in atto nel mondo vedono coinvolti i musulmani come, ad esempio, l'Afghanistan, la Siria, la Palestina, l'Iraq, la Libia, lo Yemen, la Nigeria e la Somalia. Non a caso negli ultimi decenni la stragrande maggioranza degli attentati terroristici è stata eseguita da musulmani in nome del loro Dio. Non a caso la ben nota Isis si è diffusa nei principali Paesi islamici grazie anche al generoso intervento finanziario dell'Arabia Saudita, del Quatar, dell'Oman e degli Emirati Arabi Uniti.
E qualora si pensasse che il fondamentalismo islamico sia rappresentativo soltanto di una piccola parte della popolazione musulmana sarà bene riflettere sugli ultimi dati forniti dal Pew Research Center. La percentuale di credenti che vedono con favore l'applicazione della Sharia nei rispettivi Paesi va dal 99% dell'Afghanistan al 91% dell'Iraq, dal 84% del Pakistan al 83% del Marocco, dal 86% del Niger al 74% del Congo, dal 74% dell'Egitto al 72% dell'Indonesia, dal 71% della Nigeria al 64% del Kenia. E si potrebbe continuare ancora. Quindi, chi vuole che le regole imposte dal Corano e dalla Sunna siano leggi di Stato sono la stragrande maggioranza delle popolazioni di fede islamica. Questo deve far pensare seriamente alla reale diffusione di quel fondamentalismo religioso che utilizza parole scritte migliaia di anni fa in contesti storici completamente diversi dagli attuali per dare legittimazione alle proprie azioni.
Pertanto, le azioni crudeli commesse dai terroristi islamici nei confronti di civili inermi, di donne e bambini in tutto il mondo sono la conseguenza degli effetti degenerativi di un culto religioso. Non credo di affermare qualcosa di nuovo, la storia dell'uomo è attraversata dalle tragedie prodotte dall'evoluzione fanatica di dottrine partorite grazie a improvvise e divine rivelazioni lungo strade soleggiate o in grotte solitarie poste in desertiche colline.
Il virus del terrorismo islamico nasce all'interno di questa fede religiosa lontana da quei diritti fondamentali dell'uomo che dovrebbero regolare la vita sociale, ma...
Sì, esiste un ma gigantesco, un ma che dovrebbe farci aprire gli occhi e vedere la realtà per quella che è e non per quella che ci viene propinata dai mass media.
E' vero che il virus del sovversivismo islamico nasce dentro una dottrina violenta, ma il suo catalizzatore è il denaro. Il potere del denaro è il veicolo che ha favorito la diffusione del terrorismo. Da decenni i Paesi occidentali hanno armato, invaso, sostenuto, bombardato numerose nazioni per tutelare gli interessi economici e finanziari delle proprie multinazionali. Le forze armate degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e della Francia hanno compiuto stragi di grandi proporzioni, distruggendo villaggi ed intere città, promuovendo colpi di Stato e causando sofferenza ed innumerevoli vittime tra le popolazione civili.
Issando la bandiera della libertà la classe prezzolata, cioè i politici di turno ed i corrotti, hanno appoggiato gli interessi di petrolieri e banchieri internazionali facendo affari con dittatori e organizzazioni terroristiche. Il tutto con la consueta fornitura dei mezzi di morte che hanno contribuito ad aumentare la ricchezza delle industrie di armi, peraltro sempre collegate a quelle entità societarie che già controllano l'energia e la finanza.
Anche in questo caso la storia non edulcorata insegna come chi ha portato dolore e morte anche nei Paesi di fede islamica è stato il Dio denaro attraverso i suoi spietati sacerdoti. Cosa potevamo aspettarci come reazione? Mazzi di rose profumate? Ecco che il virus presente in una dottrina violenta e discriminatoria ha trovato il suo mezzo per diffondersi nel mondo generando paura e morte.
Un esempio? Beh, potrei citarne qualcuno inserito nel libro che sto ultimando, tuttavia voglio riportare il caso più attuale e di cui si parla tanto ai giorni nostri, quello della Siria.
Sapete perché esiste da anni una guerra civile in quel Paese con centinaia di migliaia di vittime, milioni di profughi, bambini e donne gasate ed una infelicità senza limiti?
Molto semplice, perché nel 2009 il presidente siriano Assad disse di no alla proposta del Quatar di far transitare anche dalla Siria un gasdotto che sarebbe partito dal più ricco giacimento di gas naturale, situato appunto nel Quatar oltre che in Iran, attraversando l'Arabia Saudita, la Giordania e la Turchia. Il no di Assad alla firma di questo accordo fu motivato dal fatto che un tale progetto avrebbe danneggiato gli interessi del principale alleato, cioè la Russia. Insomma, uno Stato Sovrano che effettuava una scelta industriale autonoma preferendo di far passare sul proprio territorio i tubi che riteneva più utili e convenienti. Purtroppo, per il popolo siriano mai decisione fu più tragica. Dietro il gasdotto del Quatar c'erano gli interessi delle multinazionali occidentali, in primo luogo quelle americane. Ecco che ebbe inizio il programma di destabilizzare la Siria facendo cadere Assad.
Leggete cosa scrisse al riguardo Robert Kennedy Yr, nipote dell'ex Presidente statunitense e figlio di Robert, in un suo articolo sulla rivista “Politico”:
“Report e documenti segreti delle agenzie di intelligence di Stati Uniti, Arabia Saudita ed Israele indicano che quando Assad ha rifiutato i gasdotti del Quatar, gli strateghi militari e di intelligence sono rapidamente giunti alla conclusione condivisa che fomentare una rivolta sunnita in Siria per rovesciare il non collaborativo Bashar Assad fosse un percorso fattibile per raggiungere l'obiettivo comune di completare il gasdotto Quatar-Turchia. Nel 2009, secondo WikiLeaks, subito dopo che Bashar Assad respinse le pipeline del Quatar, la Cia iniziò a finanziare gruppi di opposizione in Siria.”
Capito? La guerra civile è scoppiata perché ad alcuni non andava giù che la Siria favorisse nei propri affari la Russia e l'Iran. Una volta che si spoglia questo conflitto dal falso vestito umanitario si scorge la sua reale natura, quella di una guerra per l'energia; da una parte Stati Uniti e seguaci Europei, Arabia Saudita, Quatar e Turchia; dall'altra Russia e Iran.
E la cosa ancor più incredibile è che tra coloro che sono stati finanziati dai Paesi così detti democratici risultano proprio quei gruppi di opposizione che in Occidente verrebbero chiamati terroristi.
E' inutile, semplici biglietti colorati riescono a rendere malleabile qualsiasi verità; ciò che mai andrebbe bene da noi va ottimamente in altre nazioni, e viceversa. Quanta ipocrisia regna all'ombra del maggiore potere in terra, quello del denaro.
Ecco come il virus del terrorismo islamico ha trovato quale catalizzatore per la sua diffusione nel mondo la cupidigia di società create da uomini senza morale e fedeli alla bandiera dell'avidità.

Alfred B. Revenge