giovedì 20 aprile 2017

Gli Italiani Sono Infelici

E' di ieri la notizia che oltre sette milioni di Italiani vivono in grave deprivazione materiale, che circa il quaranta per cento dei giovani non trova lavoro, che risultano ancora in calo gli investimenti pubblici. I numeri che il direttore del dipartimento per la produzione statistica dell'ISTAT ha indicato durante l'audizione sul Def dinanzi alle Commissioni Bilancio del Parlamento Italiano sono drammatici. Se a questi si aggiungono quelli riguardanti il crescente costo per il soccorso e l'accoglienza dei migranti si giunge a degli scenari dove il buon senso e l'onestà sono scomparsi in favore di avidità, corruzione, ipocrisia e stupidità.
Ci rendiamo conto che in base ai dati attuali le operazioni di soccorso, assistenza sanitaria, alloggio, ed istruzione per i migranti sono costati agli Italiani nel 2016, al netto dei contributi dell'Unione Europea, tre miliardi e seicentomila euro? Ci rendiamo conto che si prevede un aumento per quest'anno sino a quasi cinque miliardi di euro? Mi sembra ci siano le basi per indicare che il nostro Paese sia prossimo ad un generale impazzimento.
Da un lato milioni di Italiani in povertà, dall'altro centinaia di migliaia di clandestini e profughi che danno il colpo di grazia ad un'economia già traballante diffondendo contestualmente un forte disagio sociale per l'oggettiva impossibilità di una corretta integrazione.
Mi aspetto le prime osservazioni critiche. Vorresti che questa ondata di disperati proveniente in prevalenza dal Nord Africa sia lasciata in balia del mare? Vorresti che guardassimo dall'altra parte mentre uomini, donne e bambini rischiano di morire ogni giorno ammassati in luridi barconi?
Sono certo che ogni Italiano degno di questo nome risponderebbe con forza: No! Tuttavia, io penso che il problema dell'immigrazione selvaggia presenta ormai aspetti che vanno ben oltre il tema umanitario. Oggi come oggi questo esodo dal Nord Africa sta mettendo a dura prova la consolidata tradizione di tolleranza e ospitalità del popolo italiano.
E poi, di quale immigrazione stiamo parlando? Di quella sponsorizzata da diverse organizzazioni non governative che con le proprie navi arrivano sin sotto le coste libiche segnalando ai gestori del traffico di esseri umani di essere pronti per il consueto servizio navetta sino al primo porto italiano? Di quella in cui moderni negrieri si fanno pagare migliaia di dollari da ogni persona per il trasporto? Da quella ormai controllata dalla stessa ISIS, la nota organizzazione terroristica?
Non si sta parlando di un esodo da zone di guerra, bensì di una studiata strategia volta ad alterare il sistema sociale ed economico di alcuni Stati europei, tra cui l'Italia.
E' notizia consolidata quella che vede l'agenzia europea di controllo delle frontiere (Frontex) denunciare l'azione inconcepibile della flotta di alcune ONG, organizzazioni non governative, tesa a portare nell'Unione Europea migranti dal Nord Africa. In sostanza queste navi non è che raccolgono casualmente poveri disgraziati a rischio di naufragio, ma si recano direttamente sul posto per caricare merce umana quasi fossero una sorta di collaboratori esterni degli stessi tradizionali trafficanti. In tal senso mi sorge spontanea una domanda; ma che diavolo di assistenza umanitaria è questa? Quella che, nella sostanza, favorisce le organizzazioni criminali specializzate nel commercio di carne umana? Quella che, con abile strategia finanziaria, tende a diminuire gli oneri di contrabbando riducendo l'impegno di affittare le navi indispensabili al viaggio dal Nord Africa all'Italia? Quella che vede la micidiale ISIS regista del mercato di macellazione? Non a caso l'agenzia Frontex ha indicato come i trafficanti abbiano ridotto i rischi giudiziari mandando le proprie imbarcazioni verso le navi delle ONG piuttosto che verso le navi militari. Non a caso il recente studio del gruppo di contro-estremismo Quiliam ha evidenziato come l'ISIS stia reclutando per i propri progetti di sangue i richiedenti asilo ed i minorenni promettendo loro denaro e viaggio gratis lungo la rotta del Mediterraneo. Nel rapporto si afferma anche che circa diecimila minori non accompagnati sono scomparsi da quando sono entrati in Europa e si ritiene che molti di loro siano caduti nelle mani delle stesse organizzazioni criminali che li hanno portati nel continente.
Questo è il tipo di immigrazione che gli Italiani stanno subendo; un'immigrazione lontanissima dalla visione umanitaria e, invece, strettamente connessa agli interessi di chi vede nel traffico di esseri umani uno strumento per fare quattrini e diffondere il virus del terrorismo islamico.
E, purtroppo, le conseguenze si vedono sempre più chiaramente; milioni di Italiani si sentono sempre più infelici nel vedere tanto denaro pubblico indirizzato a sostenere tutte le strutture legate alla filiera della nuova impresa negriera. Milioni di Italiani comprendono quanto sia ormai utopistico un processo di integrazione con questa massa di extracomunitari venuti nel Paese per ragioni esclusivamente economiche, criminali o di affermazione violenta di un credo religioso.
Ecco che si diffonde sempre di più quel senso di rigetto dovuto alle evidenti contraddizioni nelle azioni del governo di turno; che senso ha investire miliardi di euro per l'immigrazione abnorme quando oltre sette milioni di italiani vivono in grave deprivazione materiale? Così non si fa altro che alimentare il senso di ingiustizia sociale e favorire, di conseguenza, una pericolosa condizione di conflittualità.
L'impazzimento è nei fatti; la nostra amata Italia è diventata ancora una volta terra di conquista favorendo emozioni quali la paura, l'insicurezza e la rabbia. Un esempio tra i tanti?
Mi viene in mente l'articolo che ho letto un paio di giorni fa sulla Stampa di Torino dal titolo: “cinque ore sul treno in balia di una gang”. I passeggeri del treno Ventimiglia-Torino sono stati praticamente ostaggi di un gruppo di alcune decine di giovani magrebini che hanno insultato, aggredito e squarciato numerosi sedili. Sintomo della rassegnazione a tali fatti è lo stesso comportamento dei carabinieri quando il treno si è fermato una prima volta dopo la segnalazione di quanto stava accadendo; dopo un'ora e mezzo gli extracomunitari sono risaliti indisturbati sul treno senza pagare neanche una piccola multa, senza neanche una tiratina d'orecchie. Risultato finale? I magrebini hanno continuato ad insultare e prendere in giro i passeggeri dicendo: “Visto? Non ci possono fare niente!”
Ecco, questa è la frase che regna sovrana tra coloro che entrano in Italia consapevoli di un'assicurata impunità: “Non ci possono fare niente!”
E la cosa più avvilente è constatare la veridicità di questa frase. Gli Italiani soffrono, pagano, si impoveriscono sempre più, guardano attoniti l'arroganza, l'ingratitudine, la prepotenza di ospiti tanto protetti e alla fine comprendono quanto sia cresciuta la loro infelicità.
Sì, “gli Italiani non possono fare niente!” A meno che...
A meno che non si risvegli in tutti noi quella dignità di popolo capace di far sentire i brividi sulla pelle nel guardare un semplice tricolore di stoffa, la nostra bandiera.

Alfred B. Revenge