domenica 5 febbraio 2017

"Come Siamo Caduti in Basso"

La foto del ministro dell'economia Padoan che dichiara al Senato la necessità per l'Italia di rispettare l'ordine della Commissione Europea di adeguamento dei conti pubblici dello 0,2% sul Pil è sintomatica di quanto siamo caduti in basso. Ancora una volta un gruppo di oligarchi mai eletti invia da Bruxelles istruzioni al governo italiano di procedere con nuovi prelievi di sangue e l'intero corpo dei senatori, questi sì eletti dai cittadini, risulta latitante.
Eppure l'argomento era importante, soprattutto per le conseguenze derivanti dall'ennesima miserabile figura che politici nostrani hanno regalato alla Nazione.
Invece a Palazzo Madama, il due febbraio, c'erano soltanto tredici senatori ad ascoltare la vicenda relativa allo scambio epistolare tra i burocrati europei ed il nostro ministero dell'economia circa una manovra correttiva che dovrà effettuarsi in primavera e che regalerà nuove tasse e tagli alla spesa sociale.
Bruxelles ordina perentoriamente facendo sventolare la minaccia di sanzioni con ulteriori restrizioni di sovranità e Roma tremante obbedisce. E cosa succederà quando per l'Italia inizierà il calvario previsto dal fiscal compact? A qual punto non si parlerà di alcuni miliardi di euro, bensì di decine e decine di miliardi di bei fogliettini colorati. Infatti, nel 2018, salvo augurabili invasioni aliene, scatterà la tagliola del pareggio di bilancio ed allora saranno guai tremendi. Per molti anni si dovranno prevedere veri e propri salassi a base di aumenti di tasse, spietate riduzioni della spesa e probabilmente patrimoniali che andranno a colpire quei ceti già severamente colpiti da questa perenne crisi. Ma sapete qual è uno degli aspetti più incredibili che più volte ho denunciato nei miei scritti? Che i nostri politici, i mass media e tutto il carrozzone che gira intorno a loro sapeva e sa perfettamente che questa normativa sul pareggio di bilancio è il frutto di un autentico attentato alla sovranità ed alla Costituzione del nostro amato Paese.
Pensate che sia uscito fuori di senno?
Se così fosse sarei in buona compagnia visto che il deputato Andrea Orlando, Ministro della Giustizia da febbraio del 2014, così si espresse il tre settembre del 2016 durante la festa del Fatto Quotidiano:
Oggi noi stiamo vivendo un enorme conflitto tra democrazia ed economia. Oggi, sostanzialmente, i poteri sovranazionali sono in grado di bypassare completamente le democrazie nazionali. Io faccio soltanto due esempi. I fatti che si determinano a livello sovranazionale, i soggetti che si sono costituiti a livello sovranazionale, spesso non legittimati democraticamente, sono in grado di mettere le democrazie di fronte al fatto compiuto.
Faccio un esempio. La modifica, devo dire abbastanza passata sotto silenzio, della Costituzione per quanto riguarda il tema dell'obbligo di Pareggio di Bilancio non fu il frutto di una discussione nel Paese. Fu il frutto del fatto che a un certo punto la Banca Centrale Europea, più o meno (ora la brutalizzo) disse: <O mettete questa clausola nella vostra Costituzione o, altrimenti, chiudiamo i rubinetti e non ci sono i soldi alla fine del mese>.
Io devo dire che è una delle scelte di cui mi vergogno di più, mi vergogno di più di aver fatto. Io penso sia stato un errore approvare quella modifica non tanto per il merito, che pure è contestabile, ma per il modo in cui si arrivò a quella modifica di carattere costituzionale.”
Ci rendiamo conto della portata di queste parole? Ci rendiamo conto che il Ministro della Giustizia della Repubblica Italiana ha candidamente dichiarato che la nostra democrazia è soltanto nei sogni visto che viene lapidata dai soggetti sovranazionali non legittimati dalla volontà popolare? Ci rendiamo conto che lo stesso Ministro ha dichiarato che la Banca Centrale Europea ha operato come un estorsore a danno del Parlamento Italiano? Eppure non mi risulta una presa di posizione forte da parte del Governo, non mi risulta una levata di scudi dell'informazione, non mi risulta lo sdegno della classe politica prezzolata, non mi risultano avviate iniziative da parte di una qualche procura. Ed il nostro Ministro della Giustizia? Ha già dimenticato o qualcuno gli ha consigliato che doveva smetterla di dire la verità? Ha dimostrato coraggio a settembre dell'anno scorso, continui ad averlo e si adoperi affinché gli Italiani non siano continuamente stuprati da soggetti sovranazionali che hanno come unico scopo quello di salvaguardare una ristretta cerchia di potere, quella legata a filo doppio con il mondo delle conglomerate bancarie internazionali. In questo modo compirà scelte di cui non dovrà vergognarsi.
Non cadiamo ancora più in basso; che sia per tutti noi una sferzata l'invettiva di otto secoli pronunciata dal sommo poeta Dante Alighieri:
“Ahi, serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”
Vogliamo che queste parole siano ancora attuali?
Se la risposta fosse sì allora il nostro cervello rimarrà chiuso in una cella dove l'unico passatempo sarà di guardare una delle puntate del grande fratello.
Se la risposta fosse, come spero, un no secco allora dobbiamo smetterla che da Bruxelles, da Berlino, da Parigi o perfino dal Circolo Polare Artico ci dicano cosa fare. Noi Italiani dobbiamo decidere del nostro futuro e non anonimi tecnocrati manovrati da abili e straricchi burattinai sparsi per il mondo. Ricordiamoci le parole di Sandro Pertini: “Io credo nel popolo italiano. E' un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra. Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo”.
Con la sovranità nazionale ceduta di fatto ad un gruppo di avidi ricattatori che operano dietro privilegiate entità sovranazionali il popolo italiano assiste drammaticamente all'aumento della disoccupazione, alle ulteriori difficoltà nel mantenere od acquistare una casa e, ciliegina sulla torta, alla riduzione dell'intervento pubblico nella spesa sanitaria. Penso che il nostro mitico Presidente Pertini stia fumando sempre più nervosamente la sua famosa pipa.