mercoledì 2 dicembre 2015

"Islam e Libertà di Critica"

Sono anni che, dopo l'ennesimo attentato terroristico di matrice islamica, sento interviste e leggo articoli dove musulmani dichiarano o scrivono:
“Voi dovete rispettare il Corano, dovete rispettare Maometto, dovete rispettare la nostra religione, l'Islam non c'entra nulla con gli attentati, è tutta colpa dell'Occidente, è opera di pochi assassini che nulla hanno a che vedere con la religione islamica, la nostra religione insegna solo la pace, gli Occidentali non sono in grado di capire il nostro libro sacro senza l'aiuto di un arabo,...eccetera, eccetera.”
Mi sono stancato di sentire sempre la stessa solfa. Io ho il diritto, come qualsiasi essere umano pensante, di esprimere liberamente la mia opinione - soprattutto se critica - verso una credenza, una cultura, un libro, una religione. Cosa significa: devo rispettare il Corano o Maometto. Che non posso parlare del contenuto del libro o del vissuto storico del fondatore della religione islamica? E perché? Perché sono intellettualmente inferiore? Perché, altrimenti, i musulmani si offendono? Cioè, se dovessi leggere il Corano (cosa che ho fatto) non potrei elaborare una mia autonoma idea sul contenuto del suo insegnamento? Cioè, se dovessi studiare il reale vissuto di Maometto (cosa che ho fatto) non potrei farmi l'autonoma idea della sua concreta natura? Ma stiamo scherzando? Più volte ho scritto come una ristretta élite di potere economico, con la fattiva collaborazione della classe politica, ci ha già privato della sovranità monetaria e della futura felicità dei nostri figli; ora si aggiungerebbe il fatto che gli islamici e loro simpatizzanti nostrani vorrebbero privarci della sovranità sul nostro cervello? Io penso che questo sia l'atteggiamento da considerare “Intollerante”. Direi che il tempo di mettersi proni per accettare qualsiasi prepotenza deve terminare. Considero sacra la vita così come considero sacra la mia libertà di essere critico verso quelle credenze di cui non apprezzo i valori e gli insegnamenti.
Certo che non è giusto offendere una persona, ma l'argomento è ben altro; esiste una differenza abissale tra calunniare e commentare fatti storici. Gli esseri umani devono essere rispettati, non le varie religioni. Queste ultime devono essere soggette ad una verifica di ogni mente libera ed aperta e, qualora ritenute contrarie ai più elementari principi morali superiori, rigettate.
Se un credo religioso fosse basato sul male sarebbe pazzesco rispettarlo per evitare di offendere coloro che seguono quella fede.
Il Corano è un libro che insegna contemporaneamente una doppia dottrina; il Dio degli islamici da un lato predica amore e pace; dall'altro odio, prevaricazione, conquista e morte. Come possono i musulmani che si professano moderati affermare i principi di amore scritti in quel testo senza prendere le distanze dalle sue innumerevoli parti in cui il male è chiaramente indicato ? Esiste una palese contraddizione; di fatto il Corano consente ad ogni islamico di seguire l'insegnamento che più gli conviene a seconda delle circostanze.
Vuole seguire la via del bene? Può farlo richiamando diverse frasi contenute nel libro. Vuole usare violenza? Bene, ci sono un centinaio di versetti che incitano i musulmani ad uccidere gli infedeli; diversi sono anche talmente espliciti da non lasciare dubbi di alcun tipo. Tagliare la testa e le dita, scovare i miscredenti ovunque si trovino al fine di umiliarli ed ucciderli qualora non si convertissero. E se non bastasse c'è anche l'esempio di vita del loro profeta Maometto, meticolosamente descritta negli Hadith. Penso che la storia personale di quest'uomo sia ormai ben nota.
L'Islam una religione tollerante e di pace? Forse in un lontano futuro; ma, nel frattempo, nei tanti paesi dove essa domina le minoranze religiose sono soggette a persecuzioni; dove risulta ospite indossa un vestito in cui dissimulazione, arroganza, intransigenza, vittimismo e violenza si mescolano insidiosamente per imporre un subdolo e graduale dominio sulle altre fedi.
L'Islam, dopo circa mille e cinquecento anni, non ha ancora smesso di fare la guerra né al suo interno e né con le altre fedi. D'altronde, il profeta di quel credo, Maometto, è stato un comandante militare, ha distrutto e saccheggiato città, ucciso e fatto uccidere uomini, incoraggiato a violentare le donne, praticato la schiavitù, fatto sesso con una bambina di nove anni.
Come si può onestamente affermare che l'Islam è una religione di pace? Quale dovrebbe essere il giudizio su un credo che ha al suo interno storia e dottrina basate anche sulla conquista, sulla schiavitù, sulla menzogna, sull'inganno, sulla discriminazione tra uomo e donna, sulla repressione, sulla violenza sessuale e sulla morte?
Ma ciò che probabilmente desta maggior fastidio è l'incapacità dei musulmani di ammettere seriamente, e non con ipocriti ed isolati cartelli durante una breve manifestazione, che il terrorismo di matrice islamica è un cancro sviluppato all'interno della loro religione. Essi ritengono che il Corano e Maometto siano perfetti in termini assoluti e rifiutano aprioristicamente e sdegnosamente confronti critici di qualsiasi natura. Purtroppo si deve constatare che la loro evoluzione culturale e sociale si è fermata al settimo secolo dopo cristo, periodo in cui visse il fondatore di questo nuovo culto.
Ma li invito a meditare su questa semplice considerazione:
<Il cuore di un uomo è nobile non per il suo credo, ma per i valori di pace e amore che persegue durante l'intera sua esistenza.>